Dopo un passaggio in anteprima al Taormina Film Fest, arriva oggi nelle sale Arrivederci tristezza, luminoso dramedy con cui Giovanni Virgilio ci fa entrare nel complesso mondo degli amori ghostati, di quelli finiti con la stessa velocità con cui sono iniziati e della difficoltà di uscire dalla depressione quando non si è imparato a voler bene a se stessi.
Afferma il regista:
L’incontro tra i protagonisti sarà la miccia che accenderà un film dai toni dolce amari in una Sicilia tanto caotica, dove i caratteri che circondano i due saranno archetipi e strumenti di una generazione figlia di un tempo costantemente incerto ma con sulle spalle una responsabilità di far comunque funzionare un sistema
La trama
Aldo (Alessio Vassallo) è a pezzi. Inconsapevolmente, ma inesorabilmente, spaventato dai quarant’anni che stanno arrivando (Per la precisione, ne ho ancora 39. 40 li farò a settembre), è stato ghostato da Alessia (un fantasma che aleggia per tutta la durata del film, ma di cui vedremo solo di sfuggita una piccola istantanea). La donna, dopo quasi quindici anni di relazione, è semplicemente sparita nel nulla: non risponde alle sue chiamate, ai suoi messaggi, lo ha cancellato dalle sue amicizie social e ha chiesto di fare lo stesso ai suoi amici.
Aldo si auto-rinchiude in baratro esistenziale. Vive le sue giornate accasciato sul divano. Non riesce più a concentrarsi su nulla. Se non sul cercare Alessia. Sempre nella sua mente. Con l’unico, irrazionale, obiettivo di darsi un perché della fine della loro storia d’amore.
Sarà la su amica di sempre, Sonia (Selene Caramazza) a spronarlo, consigliandoli di andare ad uno psicoterapeuta. Consiglierà a Aldo, di rivolgersi al suo vicino, Carlo (Nino Frassica). La scoperta che anche quest’ultimo ha subito trent’anni prima ciò che Aldo sta vivendo adesso, sarà il punto di svolta verso una nuova consapevolezza. Oltre che il probabile inizio di una insolita amicizia.

La nostra recensione
Iniziamo da dove il film si chiude. Da un Alessio Vassallo che ricomincia a camminare a schiena dritta, sulle note del brano del 2014 di Brunori Sas che ha ispirato il titolo del film, Arrivederci tristezza. Saranno proprio le parole del cantautore calabrese a tracciare per Aldo la linea da seguire:
Arrivederci tristezza
Oggi mi godo la mia tenerezza
Arrivederci amarezza
Oggi mi godo questa dolcezza
E domani chissà
A rimarcare questi versi, la frase con cui, ormai sul nero, il regista Giovanni Virgilio lascia un suo consiglio allo spettatore:
La vita è un evento unico e irripetibile. Perché perdersi nella tristezza?

Arrivederci tristezza è un road movie atipico. Giovanni Virgilio non lascia mai che i suoi personaggi restino bloccati nella loro tristezza e autocommiserazione. Tra sfrenate sedute terapeutiche di jogging, passeggiate in bici per ritrovare la serenità, corse in auto decapottabili per riscoprire che l’aria è ancora lì a scompigliarci i pensieri insieme ai capelli, Aldo, Sonia e Carlo capiranno che la loro amicizia sia l’antidoto alla loro incapacità di capire l’amore.
Vagando tra la caotica Sicilia e l’assolata Calabria come tra i contorti sentimenti dei suoi protagonisti, il film rende onore all’imperfezione umana, all’accettazione della debolezza come unica forza dell’individuo.
Se dopo il precedente Indagine su una storia d’amore avevamo già compreso l’innegabile capacità comica di Alessio Vassallo di interpretare amori complessi e confusi, in Amore tristezza lo vediamo pienamente a suo agio nell’aggiungere drammaticità espressiva al suo personaggio. Riuscendo a rendere Aldo emblema di una generazione che non ha non solo ancora capito come diventare grande, ma che non è ancora convinta di voler rinunciare all’essere giovani.
In questa dinamica, Nino Frassica è il perfetto contraltare. Con una mimica facciale che gli permette di parlare anche con i silenzi, l’attore porta sullo schermo il passo incerto dell’uomo di settant’anni che ha vissuto di rimpianti. E che cerca nella gioventù dei suoi nuovi amici il senso di andare avanti.
Poi la sorpresa. Dell’aggressività di Leonarda che si trasforma nella tenacia di una Sonia che vuole vivere libera di scegliere l’amore che preferisce. Che sa che davanti a lei ha un futuro in cui dovrà fare scelte importanti, ma che decide di vivere grintosamente il suo presente. E noi ricordiamo quanto sia splendido avere attrici, giovani ma con ormai una carriera importante alle spalle, concedersi così apertamente a piccoli grandi progetti come Arrivederci tristezza. E scopriamo anche che Selene Caramazza, non solo spacchi sullo schermo. Ma anche su un palco, imbracciando convinta la sua chitarra e regalandoci l’intensità della sua voce anche quando canta.
Arrivederci tristezza è un film che ci invita a vivere con leggerezza la nostra tristezza. Perché anche se è lì oggi, domani chissà.
A noi non resta che ricordarvi che il film è in sala da oggi, distribuito da RS Productions in collaborazione con Mirari Vos. E consigliarvi di non ghostarlo.