Elisa – La trasformazione della colpa | Venezia82

Per la prima volta in concorso, Leonardo Di Costanzo porta a Venezia82 Elisa, una sua intima analisi sul senso di colpa. Da domani in sala

Sarà già in sala da domani, 5 settembre, Elisa con cui Leonardo Di Costanzo riesce ad ottenere la selezione in concorso a Venezia82. Il film, che vede tra i protagonisti attori del calibro di Barbara Ronchi, Roschdy Zem, Diego Ribon e la partecipazione di Valeria Golino, è liberamente ispirato al saggio Io Volevo ucciderla dei criminologi Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali.

Come già avvenuto ieri durante la conferenza stampa di The Voice of Hind Rajab, anche il cast di Elisa ha voluto leggere un appello in solidarietà con quanto sta avvenendo in Palestina presentando il proprio film alla stampa accreditata.

Nel momento in cui presentiamo il nostro lavoro al Festival di Venezia in un clima di condivisione, di festa, sentiamo il dovere di chiedere ai governi degli stati europei che si definiscono democratici, di intraprendere azioni concrete di pressione e boicottaggio per fermare il massacro e le deportazioni della striscia di Gaza, la colonizzazione progressiva e le aggressioni circiordali. L’orrore ininterrotto a cui assistiamo da 23 mesi, seguita agli attacchi del 7 ottobre, supera ogni considerazione politica, diplomatica, ogni appartenenza etnica o culturale. Non è vero che non si può fare nulla.

La responsabilità è di tutti noi, in primo luogo di chi ci governa, di chi governa i nostri paesi, perché sta a voi, donne e uomini che ci rappresentate, trovare gli strumenti per fermare le stragi. La prima azione è riconoscere immediatamente lo Stato di Paestina ed impedire l’occupazione di Gaza City. Rimandare e fingere di essere impotenti vi rende complici di quei crimini e con voi tutti, noi cittadini del mondo che continuano a chiamarsi liberi.

Non sarà la storia giudicarci. Il Presenze ci giudica e ci chiede di agire, oppure condividere la vergogna di chi, in altri tempi, in altri luoghi, ha scelto di voltare la faccia. Per quanto riguarda noi, intanto, dichiariamo il nostro massimo sostegno alla missione della Global Sumud Flottilla

Elisa Venezia82

Elisa (Barbara Ronchi) è una giovane donna che, da oltre 10 anni, è detenuta in una struttura dopo essere stata accusata dell’omicidio della sorella e il tentato omicidio della madre. Non ha mai tentato di professarsi innocente. Anche perché i fatti e tutte le prove confermavano fosse lei la colpevole dei delitti imputati. Ma il fatto è anche che Elisa non ricorda di aver commesso quell’omicidio. Tanto che riesce ad ottenere uno sconto di pena dovuto ad una certificata malformazione del lobo temporale e all’attestazione di una amnesia parziale.

Sarà accettando di entrare a far parte del campione di detenute grazie a cui il Dottor Alaoui (Roschdy Zem) sta cercando di approfondire la sua ricerca sul senso di colpa e la possibilità che vittime e carnefici possano provare le stesse emozioni di spaesamento che Elisa inizierà a ricordare. Trovando il cammino da percorrere per affrontare il resto della sua pena. Carceraria come emotiva.

Nel raccontare il lavoro fatto, in stretta sinergia con gli sceneggiatori Bruno Oliviero e Valia Santella, Leonardo Di Costanzo ha dichiarato:

Da un po’ di tempo mi occupo del senso di colpa. Ho filmato la colpa, ho raccontato la colpa in vari film. Ma l’attenzione era sempre focalizzata sulla società che doveva convivere con il carattere dell’autore del crimine. Durante Ariaferma, ho avuto l’idea di filmare direttamente il senso di colpa in faccia, di entrare in cella, di guardare, di filmare il male in faccia, se questo è possibile.

Ho trovato questa storia, la storia di Adolfo Ceretti. Adolfo, che conosco e di cui seguo il lavoro da molto tempo, mi ha mandato il manoscritto. L’idea che mi sembrava interessante dal punto di vista di un criminologo era l’idea trasformativa che c’era in questo approccio. Nel senso di guardare al male, non come un aforisma, per considerare quel personaggio come un essere umano. Quindi, per poter lavorare su una possibile trasformazione. Per quanto riguarda i personaggi di Barbara e di Rosli, è stato proprio questo approccio alla criminologia, questo modo di guardare l’autore del male. Volevo guardare Elisa senza lasciarla incatenata al muro come una farfalla per il resto della sua vita.

Ma il regista voleva dare al suo Elisa anche una dimensione politica.

Penso che sia una storia profondamente politica, perché indica una trasformazione, guarda l’autore della colpa. Non per rinchiuderlo nella colpa per sempre, ma per ascoltare, per non pensare alla punizione, per non pensare alla vendetta. Questo mi sembra essere il sentimento dominante di questo periodo e che ci mette di fronte agli orrori stiamo vivendo.

Se questa dimensione risulta evidente nella struttura dei personaggi di Barbara Ronchi (che per affrontare al meglio e più profondamente il suo entrare nel personaggio di Elisa ha seguito un corso intensivo di 5 mesi per poter interpretare il suo ruolo in francese) e Roschdy Zem, più lacunosa risulta la figura Laura (Valeria Golino). Madre che ha perso il figlio dopo una tragica aggressione, la donna segue le lezioni di Alaoui per cercare di dare un senso ad una morte che reputa inspiegabile ed inaccettabile. Preferendo il potersi abbandonare alla sua rabbia e al suo rancore.

In attesa della Cerimonia di Chiusura di Venezia82, Elisa è già pronto al giudizio del pubblico in sala, che da domani potrà vederlo nelle sale selezionate da 01 Distribution.

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