SYSEleven: Les Reines du Drame – Quando la popstar è queer

La storia d’amore tra due cantanti diventa l’occasione per parlare dell’omologazione nella fama in Les Reines du Drama ora a SYSEleven.

Quella tra la popstar Mimi Madamour e la cantante electropunk Billie Kohler non è una storia d’amore qualsiasi. Non ha cambiato solo le loro vite, ma anche la stessa musica pop francese, cambiando la traiettoria di carriere ormai avviate e dando vita a una delle più violente campagne di odio che si siano viste nei confronti di una celebrità. Se questi nomi non vi sono tuttavia familiari, è perché sono frutto dell’inventiva di Alexis Langlois, regista francese che si è fattə portatorə negli ultimi anni, a partire dalla vittoria del Pardino d’Oro al Locarno Film Festival con il suo cortometraggio Les Démons de Dorothy, di un cinema queer follemente libero, pieno di colori e di contaminazioni di genere.

reines drame seeyousound

Les Reines du Drame, presentato in anteprima italiana al See You Sound nella sezione LP Feature e in replica oggi 26 febbraio alle ore 17.45, è, più che una biografia fittizia, l’omaggio di una youtuber eccentrica dal viso tirato e dal trucco fatiscente alla sua celebrità preferita, in occasione del 50° anniversario del rilascio di Pas Touche, il più grande successo di Mimi Madamour. Quando ha iniziato la sua carriera nel 2005 sul palcoscenico di Starlets Factory (una presa in giro molto letterale dei talent show simil X-Factor), i giudici la consideravano una bella voce priva di alcuna espressività. Tra una festa e l’altra si avvicinò a Billie Kohler, che di certo non voleva compiacere l’industria con i suoi testi sessualmente espliciti e un sound certamente non radiofonico. Tra le due sbocciò presto una passione totalizzante, che dovette tutta scontrarsi presto con il successo improvviso di Mimi e il suo conseguente tentativo da parte del management di controllare la sua immagine.

Le treccine lasciano spazio a una parrucca lunga ed elegante, ogni traccia del suo lesbismo è sacrificato in nome di un’ipersessualizzazione. Quando diventa celebrità, Mimi smette di essere se stessa. Superato il suo guscio sfavillante, Les Reines du Drame è un’esplorazione estremamente acuta della fama e dell’omologazione operata da un’industria che prova ad appiattire ogni singola differenza per fornire quello che in gergo televisivo si chiamerebbe least objectionable program.

Meno una celebrità è controversa, più pubblico ha a disposizione. La presenza sul palco diventa non solo una performance artistica, ma anche una performance identitaria, una eterosessualità fittizia per non spaventare lo spettatore medio. La queerness però non è qualcosa che può essere nascosto a lungo, specialmente nel mondo di Langlois. Mostrare apertamente la propria identità è un atto di ribellione verso il sistema e la storia di Mimi e di Billie ne è una prova fondamentale.

reines drame seeyousound

Con Les Reines du Drame, che ha avuto la sua première mondiale alla Semaine de la Critique a Cannes, Alexis Langlois debutta nel lungometraggio e lo fa per ironia della sorte con un film che soffre proprio per la sua eccessiva lunghezza, specialmente nella seconda parte. Se da un lato è necessario mostrare tutti gli aspetti della fama e in particolare il prezzo da pagare per poter essere se stessi, dall’altro è altrettanto vero che Langlois indugia troppo sul dolore di Mimi mossə da una logica puramente sensazionalistica.

Uno spazio largamente insufficiente è dedicato invece alla costruzione della storia d’amore tra Mimi e Billie, nonostante questa sia proclamata fin dall’inizio come colonna portante del film: la passione accecante che sfocia presto in canzoni che parlano di un “fisting al cuore” (citazione testuale) sostituiscono qualsiasi forma di dialogo che non sia composta da frasi fatte facilmente associabili ai Baci Perugina.

Il film trova la sua dirompente e libera potenza quando si concentra sulla musica e sulla costruzione di un’immagine, per se stessi e per il mondo che ci circonda, e se il tutto è accompagnato da numeri musicali e da set deliziosamente kitsch, che strizzano l’occhio al mondo colorato ed eccessivo dell’Eurovision, è facile sorvolare sopra gli aspetti più grossolani dell’opera di Langlois e lasciarsi catturare dalla musica di Mimi Madamour.

Previous Article

SYSEleven: Going Underground

Next Article

Serie distopiche e dove trovarle

Write a Comment

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *