In un momento storico in cui sembra che la realtà sia fantapolitica, tanto vale rifugiarsi in mondi paralleli. Fantasiosi, ma non troppo. Paralleli, ma molto simili al nostro. Cercando la distopia in una serie tv piuttosto che arrenderci a quanto a diventare distopica stia diventando la realtà. Per questo, vi consigliamo oggi due serie tv rilasciate da poco e con cast di prestigio: Zero Day (Netflix), con Robert Deniro e Paradise (Disney+) con Sterling K. Brown.
Zero Day – Netflix
L’ex presidente degli Stati Uniti George Mullen (Robert De Niro) si è ritirato dalla vita politica per concentrarsi sulla scrittura della sua biografia. Un devastante attacco informatico porta il mondo in una nuova era, facendo ripartire la civiltà dal Giorno Zero (Zero Day).
Mullen, reclutato dalla presidente in carica Evelyn Mitchell (Angela Basset) dovrà guidare una commissione dotata di poteri speciali e scontrarsi con l’ostilità sia di una parte dell’opinione pubblica – aizzata da influencer complottisti e dall’imprenditrice digitale Monica Kidder (Gaby Hoffman), sia della propria figlia Alex (Lizzy Caplan), incaricata di vigilare sull’operato della commissione. Con il supporto del suo consulente storico, Roger Carlson (Jesse Plemons), circondato da doppiogiochisti e perseguitato da strane allucinazioni, Mullen inizierà presto a dubitare del proprio operato e della propria sanità mentale. Mentre il mondo sembra crollare, in precario equilibrio tra menzogna e verità. Che si mischiamo ad un gioco politico per la conquista del potere.
La nostra recensione
Con i suoi 6 episodi, Zero Day è un thriller politico che guarda con ansia all’attuale panorama politico americano. Condannando, da una parte, la tendenza all’iperconnessione e all’abbandonarsi a facili complottismi del popolo americano e, dall’altra, la facilità con cui il mondo politico statunitense erige fake news a punti del proprio programma politico.

Succede così che Robert De Niro si trovi a rivestire i panni di un anziano ex presidente, forse malato, sicuramente perseguitato dagli errori fatti in passato, sia nella sua vita politica che in quella privata. Tra scandali nascosti e la voglia di riabilitare la memoria del proprio operato, il presidente Mullen/De Niro ci mostra come la concentrazione di troppo potere nelle mani di un singolo individuo possa portare all’abbandono di ogni morale. E metta a rischio la società, soprattutto se confusa dalla diffusione di notizie false o incapace di comprendere cosa sia realtà e cosa becera strategia complottistica.
Ritmo serrato. Ottima scrittura. Cast di altissimo prestigio. Sono alcuni dei motivi per i quali vi consigliamo Zero Day.
Paradise – Disney+
Dan Fogelman – creatore di This is US – inventa un mondo parallelo, un Paradiso (Paradise) in cui far rifugiare gli ultimi superstiti di una Terra ormai devastata dalle crisi climatiche. Tutto sembra idilliaco nella cittadina fittizia creata nelle profonde cavità delle montagne del Colorado.
Finché l’agente speciale Xavier Collins (Sterlyng K. Brown) non è il primo a rinvenire il cadavere del presidente degli Stati Uniti, Cal Bradford (James Masden), trucemente assassinato. Combattuto tra il senso di colpa di non aver adempiuto al suo compito di proteggere il presidente e il segreto odio che covava per l’uomo, Xavier scoprirà che Paradise è stata costruita sulle ceneri di troppi segreti e false verità.
La nostra recensione
In un’epoca in cui dalla Casa Bianca (quella vera) arrivano proclami che tendono a negare la crisi climatica in atto e in cui i consulenti politici del presidente diffondono conclamate fake news sui propri social, Paradise ci porta in un mondo (non troppo lontano?) in cui la crisi climatica ci ha già messo in ginocchio e in cui la fuga può essere la soluzione per cercare un luogo più sano in cui vivere. Ma non per dimenticare le rischiose conseguenze che possono celarsi dietro l’abbandonare il proprio destino ad una politica deviata e corrotta.

Pur configurandosi nel genere catastrofico ambientalista tanto gettonato nei prodotti da piattaforma statunitense degli ultimi anni, Paradise riesce a coniugare i crismi tipici e più avvincenti del genere con una approfondita indagine su tutti i personaggi. Portando lo spettatore a scoprire la storia attraverso le vicende di ognuno di loro. Ammiccando ad un target di pubblico anche più giovane nel dedicare ampio spazio all’amicizia/amore adolescenziale. Già confermata la seconda stagione.