Werner Herzog ha rifiutato la selezione al Festival di Cannes. Per il suo Bucking Fastard e per dare un’opportunità al suo cast voleva il concorso. Lo ha ottenuto a Venezia83.
Durante la conferenza stampa veneziana, il regista ha ampliamente elogiato il suo cast, capace di una intesa talmente perfetta da farsi bastare due settimane di prove e di chiudere la scena al primo take una volta arrivati sul set. Tanto che Orlando Bloom ha dichiarato che lavorare in Bucking Fastard sia stato come un intervento a cuore aperto: veloci, one take, dritti al punto.
Fortemente volute sin da subito da Werner Herzog per intepretare le due sorelle protagoniste Jean and, Kate e Rooney Mara non solo diventano le sorellesse perfette per il film, ma portano in scena un’intensa comunanza di emozioni.
Nello scrivere – in una settimana – la sceneggiatura di Bucking Fastard, Herzog si è ispirato alla storia – vera – delle sorelle inglesi Freda and Greta Chaplin. Il regista le incontrò negli anni Ottanta le due gemelle, rimanendo affascinato dal loro modo di parlare e muoversi all’unisono. Solo dopo il suo viaggio in Patagonia riesce a convincere il suo produttore, Ariel León Isacovitch, a realizzare il suo progetto.
La nostra recensione
Le due sorelle, Jean e Joan, così legate tra loro da parlare all’unisono, amare lo stesso uomo e condividere gli stessi sogni. Fanno gli stessi gesti istintivi all’unisono.
Il mondo non riesce a capirle, mentre loro si chiudono in un auto-isolamento, fatto di mutua assistenza, supporto, condivisione. Chi le circonda cerca di portarle a rendersi autonome l’una dall’altra. Ma tutti i tentativi risultano vani, anzi, non fanno che accrescere il legame tra Jean e Joan. Convinte possa esserci, ai confini del loro mondo, una terra magica in cui trovare pace e serenità.

Girato tra l’Irlanda rurale e le profonde viscere – letteralmente – della Slovenia, Bucking Fastard gioca volutamente su lapsus linguistici (lo è lo stesso titolo), scene grottesche e elogio dell’assurdo. Lo spettatore non è portato a cercare né una linea narrativa unica né uno sviluppo coerente nel tempo e nello spazio. Ciò che conta è l’animo delle due sorelle, la loro lotta per non permettere nemmeno a loro stesse di allontanarsi. Il loro cercare l’amore solo se è possibile vivere anche quello all’unisono.
Il risultato è un film che, indubbiamente, poteva avere una durata minore. Ma che non lascia indifferenti. Soprattutto per l’interpretazione più che convincente di Kate e Rooney Mara. E per quel modo di guardare all’assurdità del genere umano che è alla base di tutta la filmografia di Werner Herzog.
A breve nelle sale italiane, distribuito da IWonder Pictures.