SYS12 | La prima festa – La rivoluzione post-covid di Cosmo

La prima festa, di Pietro Fuccio, racconta la storia di un concerto che Cosmo voleva epocale. Ma la cui realizzazione fu fortemente segnata dalla pandemia da Covid-19.

Tra le anteprime assolute del SYS12 arriva domani – giovedì 5 marzo alle 17.00 al Cinema Massimo di Torino – anche La prima festa, documentario passatempo attraverso cui Pietro Fuccio racconta la storia, le complicazioni e le false di un concerto, inedito e per molti aspetti rivoluzionario. Quello fortemente voluto da Cosmo che, dopo il successo del lungo tour Cosmotronic, pensa a un live che possa rivoluzionare non solo il suo modo di presentarsi al pubblico, ma anche quello di vivere la musica.

Tutto sembrava pronto. Ogni dettaglio era stato studiato nei minimi dettagli. Se non fosse che la pandemia mondiale e il Covid hanno bloccato completamente il comparto della musica dal vivo. Come vivere di musica quando la vita sembra doversi fermare?

Per tutta la sua durata, La prima festa è fortemente impermeato da quella sensazione di sconcerto, paura e impossibilità di con concepire il futuro che ha caratterizzato tutto il mondo durante la pandemia.

Ma è anche molto di più. Ce lo dice bene nelle sue note di regia Pietro Fuccio, fondatore della DNA Concerti (che produce il film), produttore e regista di videoclip, live sessions e eventi musicali, che con La prima festa si cimenta per la prima volta nel documentario:

La Prima Festa è stato per me tante cose assieme. Forse anche troppe… Da filmmaker, è il primo film che avrei sempre voluto fare, o il saggio finale del corso di regia che non ho mai fatto. Da ex organizzatore di concerti, è la rivendicazione di come io e le persone a me vicine abbiamo provato ad affrontare quel periodo così eccezionale che è stato il Covid. Da individuo, è un punto a capo fra una prima e una seconda fase della mia vita.

Alla fine della pandemia da Covid mi sono guardato indietro, e ho ripensato a quella storia di un gruppo di persone che cercavano di superare e forse risolvere una crisi per cui non erano preparati, a modo loro; mi ha creato non poco imbarazzo che di quel gruppo di persone facessi parte anche io, ma ha prevalso la convinzione che la storia che volevo raccontare meritasse di essere raccontata.

Quel periodo è stato eccezionale per noi tutti, e per chi aveva a che fare con lo spettacolo è stato ancora più particolare. Ricordo bene quanto fosse grande l’empatia per le difficoltà del nostro settore; poi l’emergenza è cessata, la vita è ripartita, e l’episodio è stato rimosso con la stessa forza con cui aveva sconvolto le nostre esistenze. E anche dei sacrifici fatti dal mondo dello spettacolo non si è più fatta parola, a partire dai suoi rappresentanti.

E’ anche per questo che ho pensato che questa testimonianza, resa oltretutto dall’interno e da un operatore di quello stesso settore, potesse avere in qualche modo un valore particolare.

SYS12 la prima festa cosmo

Cosmo e La prima festa dell’amore

La prima festa vuole raccontare un concerto le cui normali difficoltà organizzative, per un lungo ed eccezionale periodo, sono divenute ostacoli insormontabili: prima per le ragioni oggettive e di buon senso dovute alla pandemia, e poi per la quantità di regole e divieti che, però, più passava il tempo, più sembravano scollegate dalle esigenze del momento e della realtà per come si stava evolvendo.

Uno dei pregi di questo primo lavoro di Pietro Fuccio sta proprio nel portarci dietro le quinte di quel tendone che ha caratterizzato La prima festa dell’amore di Cosmo. Con tutte le sue false partenze.

Passando rabbia ad ogni tentativo fallito di rendere possibile quella incredibile idea, le lettere personalmente scritte al governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e alla sua vice, Elly Schlein, per avere supporto nella realizzazione di quella che nella mente del musicista piemontese voleva e doveva essere una festa per tutta Bologna oltre che per il suo pubblico. Trovandosi in una imbarazzante conversazione con il Ministro della Cultura dell’epoca e davanti alla constatazione che non avesse capito il dramma che stava colpendo l’intero settore della musica e dello spettacolo dal vivo.

Arrivando alla commozione. Che Cosmo non nasconde e che Pietro Fuccio sa di dover mostrare. Perché quella voce del cantante che si spezza raccontando di quando finalmente quel concerto si è effettivamente svolto, ad aprile 2022 – dopo oltre 20 mesi dalla sua ideazione – negli spazi esterni del club bolognese Estragon è non solo quella di chi ha visto realizzato un sogno.

SYS12 la prima festa cosmo

Ma anche di chi si sta facendo portavoce. Di coloro che per quasi due anni si sono trovati senza lavoro. Di uno dei settori più colpiti dalle disposizioni anti-covid e che più ha fatto fatica a riprendersi. La prima festa era ed è per loro. Per quella voglia di ritrovarsi. Per la convinzione che sia necessario far rumore ed essere rivoluzionari nelle proprie scelte.

Commuove, invece, chi scrive, pensare che quella stessa pandemia che voleva interrompere La prima festa, nel 2020 bloccò anche i festeggiamenti del Seeyousound, che fu costretto a chiudere la propria edizione dopo appena un giorno dal suo inizio.

E che ora – in un momento in cui non c’è più una pandemia a bloccare un comparto, ma dei ritardi nei finanziamenti ministeriali che minano alle basi la serenità di chi svolge eventi culturali in Italia – compie l’atto rivoluzionario di fare un festival cinematografico senza certezze economiche. Ma con la voglia di esserci, di fare rumore, di abbracciare il proprio pubblico.

Anche per questo amiamo il Seeyousound.

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