SYS12 | They Come out of Margo – Una canzone frastornante

È il quarantesimo compleanno di Margo (Sofia Kokkali, uno dei nomi più promettenti del cinema greco), una cantautrice che è stata capace di dividere l’opinione pubblica greca ma che dopo un album distante dalla pop-extravaganza che l’ha resa famosa e per questo tristemente un disastro commerciale, si è allontanata dalle scene, vivendo nella più completa reclusione. Un compleanno è un’occasione importante e Margo sembra una volta disposta a riaprirsi almeno alla sua cerchia più stretta di collaboratori, invitandoli nella casa che divide con l’infermiera Rhea (Evi Saolidou), anche se è probabile che tra le due ci sia più che un semplice rapporto lavorativo. Così arrivano il producer Duke (Ektoras Lygizos), la sua ex babysitter e successivamente paroliera che soffre di una malattia terminale Gertrude (Zaklin Polenaki), tre cantanti che hanno interpretato le sue canzoni e la giovane Phoebe (Flomaria Papadaki), un’attrice pronta a interpretarla in un biopic.

Il quarantesimo compleanno di Margo è anche l’anniversario dell’omicidio di sua sorella Margaret, una morte inspiegabile che ha creato un fossato invalicabile tra i genitori, costretti a fare i conti con la vita e la morte e le loro incertezze in uno spazio così limitato di tempo. Margo non ha mai smesso di pensare alla sorella, i loro nomi son troppo simili per farlo ma quel dolore, seppure emerga nella sua musica rimane privato.

They Come Out of Margo (Letteralmente Loro escono da Margo), il nuovo film del regista greco Alexander Voulgaris in concorso al Seeyousound nella sezione LP Feature dove verrà proiettato giovedì 5 marzo alle 19.00, non è esattamente un film horror anche se sarebbe sbagliato allo stesso modo considerarlo come qualcosa di completamente scollegato dal genere a cui evidentemente è debitore. È anche un musical – contiene due sequenze dove i protagonisti cantano e ballano e la musica gioca un ruolo fondamentale all’interno della narrazione – ma non davvero. Voulgaris accenna al genere, lo usa come uno strumento per suggerire, per creare atmosfere dense e claustrofobiche, dove le paure emergono da dentro di noi, come suggerisce lo stesso titolo.

Voulgaris crea un’esperienza frastornante, che cambia erraticamente ritmo, da lente ripetizioni che assomigliano a cantilene a fermi immagini che si susseguono senza lasciare respiro. La camera si muove costantemente, spesso senza nemmeno mettere a fuoco, seguendo i volti come se fossero sotto un microscopio. Per quanto le emozioni siano riprese così da vicino, appaiono comunque sfuggenti, mai totalmente comprensibili. They Come Out of Margo è una canzone suonata a volume troppo forte, dove le parole iniziano a mescolarsi agli strumenti e i suoni, che prima forse erano aggraziati e ora sono violenti, contorcono le stesse immagini che si presentano davanti agli occhi dello spettatore.

Chi cerca risposte definitive e chiare non sarà soddisfatto da They Come Out of Margo. Come in musical è necessario sospendere l’incredulità, aprire le braccia, il cuore e il cervello e accettare quanto succede sullo schermo, senza sforzarsi di trovarne una spiegazione didascalica. Come in un horror la paura si insinua in ogni immagine, il film sembra voler attaccare lo spettatore ogni tanto con jumpscare sonori e visivi, un assalto totale ai sensi che amplifica quell’angoscia che tormenta la stessa protagonista Margo. They Come Out of Margo corre su un filo sottile tra generi, tra idee scollegate che trovano nella musica il loro unico collante e se forse a volte risulta troppo ambizioso e confusionario per il suo bene, è difficile non ammirarne l’audacia e le atmosfere che è capace di creare.

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