The Voice of Hind Rajab – Le voci delle nostre responsabilità | Venezia82

La regista Kaouther Ben Hania porta a Venezia82 un cast di bravissimi attori palestinesi per raccontare la storia vera della piccola Hind Rajab. E dei tanti bambini uccisi a Gaza

Ve lo diciamo subito: se state cercando una recensione tradizionale di The Voice of Hind Rajab della regista tunisina Kaouther Ben Hania – in concorso a Venezia82, non è qui che la troverete. Per quanto riguarda i dettagli sul film in sé, vi invitiamo a cercare online articoli di cronaca internazionale sul tragico destino di Hind Rajab, bambina palestinese di 5 anni, barbaramente uccisa dall’esercito israeliano durante l’invasione di Gaza il 29 gennaio 2024. Oppure di aspettare quando il film uscirà in sala in Italia, con I Wonder Pictures. E andare a guardarlo, sostenendolo in prima persona e coinvolgendo quante più persone possibili a fare come voi.

Perché The Voice of Hind Rajab non è solo un film che sfida i confini del genere cinematografico, creando l’equilibrio perfetto tra documentario e finzione. Ma quello di Kaouther Ben Hania è – e chi ci legge dai nostri primi articoli sa che non abbiamo mai usato questo tipo di descrizioni fino ad ora – un film necessario.

The Voice of Hind Rajab Venezia82
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Vi racconteremo, invece, della standing ovation che ha accolto il cast di The Voice of Hind Rajab in sala conferenza. Vi racconteremo della commozione che ha colto attori e regista nel vedere la stampa accreditata a Venezia82 in piedi, tributando loro un lungo e sentito applauso di un minuto. Vi racconteremo di un tributo che non era (solo) ai cineasti protagonisti. Ma un urlo di dolore per la piccola Hind e per tutti i bambini di Gaza.

All’attrice Saja Kilani è spettato il compito di inaugurare la conversazione con un appello a nome di tutta la troupe:

Questo film non è un’opinione, ma ha salde radici nella realtà. La sua voce è quella di 10.000 bambini uccisi in due anni a Gaza, la voce di ogni figlio o figlia che ha diritto di esistere e di sognare. Dietro ogni numero c’è una storia che non ha avuto l’opportunità di essere raccontata. Questa è la storia di una bambina che chiede “salvatemi”. Nessuno può essere in pace quando i bambini ci chiedono di essere salvati. Dobbiamo ricordarci che non ne possiamo più, adesso dobbiamo chiedere giustizia per l’umanità intera, per il futuro di ogni bambino. Adesso basta

La voce di cui si parla è quella che è stata registrata dalla Mezza Luna Palestinese quel tragico 29 novembre di oltre un anno fa. Quel Recording_File_240129.wav che The Voice of Hind Rajab riporta integralmente in tutta la sua drammaticità. Quel nastro contiene le ultime ore della piccola Hind. La corsa disperata dei soccoritori per avere luce verde e corridoio sicuro di intervento. La voce di Hind è quella di bambini palestinesi uccisi a Gaza negli ultimi due anni. E di quelli che continueranno a morire se la comunità internazionale non saprà far sentire la propria in loro difesa.

“Mi sentivo impotente”

Il senso di impotenza e rabbia che ha colpito la regista Kaouther Ben Hania l’ha spinta a raccontare la storia di Hind e dell’orrore vissuto dai volontari della Mezza Luna Palestinese nel corso di quella telefonata. Sapendo che dall’altro capo della cornetta ci fosse una bambina innocente di appena 5 anni. Bloccata in una macchina crivellata di colpi, nel mezzo della zona rossa di Gaza.

Hind resta nascosta per 5 ore nell’abitacolo. Con lei, i corpi esamini ed insanguinati dei suoi zii e dei suoi cugini. Mentre i carri armati continuano a puntare verso l’auto.

La voce che sentiamo è la sua. Vere le sue urla. Reale il suo pianto disperato. Così come quella ripetuta supplica: Venite a prendermi. Fate presto.

“Dietro ogni numero c’è una storia che non sarà mai raccontata.”

Dietro ogni stringa con cui vengono archiviate le registrazioni di richiesta di soccorso da Gaza c’è una storia che non sarà mai raccontata. Dietro la volontà di realizzare The Voice of Hind Rajab c’è l’impotenza di chi non è riuscito a fare nulla per quella bambina. Di chi continua a vedere ogni giorno la sofferenza dei bambini di Gaza.

The Voice of Hind Rajab Venezia82

The Voice of Hind Rajab è dedicato a Hind e a tutti i bambini. Nella speranza che possano tornare a sognare. A vivere le loro vite serene, magari in riva al mare, tanto amata da Hind. Che aspettava la fine della guerra per poter tornare a giocare con la sabbia. Ma il film vuole rendere omaggio anche ai volontari che ogni giorno sono costretti a superare la loro impotenza di fronte alla rigidità del governo e alla crudeltà delle azioni dell’esercito israeliano.

The Voice of Hind Rajab meritava di più. Sbagliata la scelta di inserirlo in concorso. Doveva essere il film di apertura di una Venezia82 che sembra vivere in un altro mondo rispetto a quello di Gaza, in cui ogni giorno si continua a morire. Sbagliato programmarlo al settimo giorno di Mostra. Quando è da anni risaputo che molti degli accreditati hanno già lasciato il Lido. Sbagliato fissare la conferenza stampa di un film, della durata di un’ora e mezza, alle 12.50. Quando la prima anticipata stampa si è svolta alle 8.30 e la seconda è ancora in corso. Scelte sbagliate, quasi irrispettose dell’incredibile valore di un documento cinematografico che ci incolla alle nostre responsabilità di esseri umani. Prima che di critici o spettatori.

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