3670 – Ricerca di identità | MiX 39

Presentato alla 39° edizione di MIX – Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer nella sezione Lungometraggi, 3670 di Joo-ho Park segue Cheol-jun – un ragazzo di origine nord-coreana che vive a Seul – nel tentativo di definizione della sua complessa identità, sia come individuo sia come membro di una comunità socio-politica assai particolare. Cheol-jun è infatti un defector ­(un disertore, un rifugiato) che ha lasciato la sua famiglia in Corea del Nord alla ricerca di una realizzazione personale fuori dagli schemi in cui la società dove è nato lo stava ingabbiando. Non che la vita in Corea del Sud sia tutta rose e fiori: gli omosessuali non si sentono certo liberi di tenere pubblicamente il proprio compagno per mano, ma il contesto consente loro di vivere un’esistenza più tranquilla nel privato e di poter praticare una vita comunitaria.

Barcamenandosi tra lavori part-time e tentativi di socializzare con altri ragazzi, Cheol-jun deve anche scrivere un’autopresentazione per essere ammesso all’università in un programma speciale riservato ai north-korean defectors. Dover mettere nero su bianco la propria storia rappresenta un’occasione per fare chiarezza dentro di sé e fissare i capisaldi della propria identità. In ogni aspetto della sua vita Cheol-jun è un ragazzo ai margini: ai margini della comunità dei defectors perché vorrebbe integrarsi maggiormente nel paese d’adozione in modo da non ricreare gli stessi nocivi meccanismi della vita precedente; ai margini della comunità gay perché, non avendo ancora fatto pubblicamente outing sul proprio orientamento sessuale ed essendo penalizzato dalla propria enorme timidezza, fatica a instaurare e gestire nuove relazioni, anche solo amicali, nel gruppo di amici che si trova a frequentare dopo un incontro fortuito nel negozio in cui lavora. È insomma un diverso tra i diversi.

Park esplora con grande delicatezza questo suo muoversi – ora intenzionale ora inconsapevole – sulla soglia, fotografando la posizione liminale dell’individuo rispetto alle comunità di cui si fa intersezione. Se è lecito aspettarsi che 3670 restringa gradualmente il cerchio intorno al suo protagonista per meglio esplorare le sue paure e le sue intenzioni, non si può non rimanere piacevolmente sorpresi da una sceneggiatura che si fa invece sempre più sfaccettata con l’avanzare della storia: intervengono nuovi e vari temi (l’amicizia, l’innamoramento, la fede), tutti perfettamente amalgamati in un racconto che apre all’altro per restituire al meglio la componente comunitaria così cara al regista, che già nel suo cortometraggio Eunseo (2019) aveva trattato il tema del conflitto tra l’identità nord-coreana e la vita in Corea del Sud.

Non manca certo l’ironia (“due froci uniti per grazia di Dio”) ma il regista sa trovare il tono perfetto per raccontare i piccoli drammi e le difficoltà del suo protagonista, lasciando a Cheol-jun il giusto tempo per accompagnarci nella sua vita. Il rapporto con l’amico Yeong-jun, ad esempio, è delineato magistralmente nella sua complessità affettiva (passando tra bugie, non detti e reazioni adolescenziali giustificate dall’insicurezza e dai celati sentimenti) e permette di analizzare a fondo anche il tema dell’inserimento nell’ambiente LGBTQI+ da parte di un novizio: dipingere Cheol-jun come un anatroccolo che subisce l’imprinting della “madre” Yeong-jun, da cui non si vuole staccare, è davvero una bellissima metafora per raffigurare una situazione con cui molti del pubblico potranno trovare una certa familiarità.

L’interpretazione stralunata, in levare e in sottrazione di Cho You-hyun si sposa meravigliosamente con il carattere introverso del protagonista, incapace di “esibirsi” (è incredibilmente imbarazzato tanto nel doversi valorizzare per ottenere la borsa di studio quanto nel salire sul palco del karaoke) ma costretto dal contesto dapprima a fare una sorta di “autopromozione capitalista”, poi ad abbandonare le insicurezze e a rendere il proprio percorso personale una fonte di coraggio, che culmina in una lunga scena che accompagna i titoli di coda.

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