Cherry (Maika Monroe) è una moglie perfetta secondo gli standard del mondo di Darky End: tradizionalmente bella, educata, virtuosa, brava a scacchi e nella falconeria. Le manca solo una cosa: rimanere incinta. A sei mesi dal matrimonio, il marito Jerome (Amir El-Masry) continua a rinviare la sospirata notte di nozze e gli uomini becco, gli scagnozzi del dispotico Birdman, spazientiti impongono sulla coppia un ultimatum: entro 100 giorni Cherry dovrà rimanere incinta.

Nel totale disinteresse, Jerome parte per un viaggio d’affari e lascia Cherry e la sua lussuosa dimora nelle mani dell’affascinante Manfred (Nicholas Galitzine) con una scommessa: se riuscirà a sedurre sua moglie, potrà prendere possesso del castello, altrimenti dovrà trovargli un bambino da far passare come suo erede. Hero (unə splendidə Emma Corrin), la dama di compagnia di Cherry, ha un piano per distrarre Manfred e far passare veloci quelle 100 notti: raccontare una storia che forse potrebbe ispirare Cherry a cambiare la sua vita.
100 Nights of Hero della regista inglese Julia Jackman, presentato in chiusura alla 40° Settimana Internazionale della Critica, è un approccio orgogliosamente pop al genere fantasy, tra colori neon, copricapi strutturati e un cast che raduna alcuni dei volti più amati dalla Gen Z (una su tutti la cantante Charli XCX qui presente in un piccolo ruolo). Adattando l’omonima graphic novel di Isabel Greenberg, Julia Jackman che firma anche la sceneggiatura sceglie di aggiornare alcuni elementi, rendendo più dubbiosi i desideri di Cherry che si trova divisa tra l’attrazione carnale per Manfred e la libertà che si cela nelle parole di Hero.
Hero difatti appartiene a una società segreta incaricata di tramandare le storie delle donne coraggiose che le hanno precedute. Sono storie di ribellioni quotidiane, contro un sistema che vuole le donne come mere bamboline, private di ogni possibilità di sognare un futuro migliore. Mina, Caterina e Rosa, le tre sorelle protagoniste del racconto delle Pietre Danzanti che accompagna Hero e Cherry in quelle 100 notti, sono perseguitate perché hanno osato imparare a leggere e scrivere, perché osano cercare gli strumenti per vedere il mondo con i loro occhi e non con lo sguardo che il mondo vuole imporre loro. Raccontando le loro storie, Hero diventa cassa di risonanza, voce di chi non ha voce e soprattutto artefice di inaspettate rivoluzioni.

Partendo dai disegni scarni della graphic novel, Julia Jackman costruisce un mondo eccentrico e seducente, dove parole e desiderio sembrano essere le armi più potenti, più di qualsiasi fucile o freccia. Per trovare un equilibrio narrativo adatto a un film di appena 90 minuti, la sceneggiatura riduce all’essenziale le storie raccontate da Hero senza però perderne la linfa vitale e a conquistare è soprattutto l’umorismo che è capace di infondervi, una critica pungente sui ruoli societari occupati da uomini e donne in una visione che può apparire datata ma continua a essere tristemente attuale.