L’estranea – La spirale del destino | Venezia83

A Venezia83, finalmente in concorso, arriva la ventata d’aria fresca di L’estranea di Paolo Strippoli. Un film che ancora tutti noi alla consapevolezza che un nuovo genere è possibile per il Cinema italiano

Lo scorso anno La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli era stato scelto come film di mezzanotte al Lido. Quest’anno, il regista pugliese ottiene il concorso ufficiale a Venezia83 con L’estranea. Il suo film più maturo, quello che lo consacrerà come uno dei giovani autori italiani più rappresentativo del genere horror-gotico.

Capace di unire tutti i paradigmi di genere nella sua pellicola, qui il regista pugliese presenta un film gotico, ricco di suspance, dalla scrittura ricca di ritmo, orrorifica e sarcastica al tempo stesso. Mostrandoci anche una piena maturità dal punto di vista della direzione degli attori, le cui interpretazioni vengono sublimate dalla lettura dei personaggi scritta e costruita senza lasciare nulla al caso da Paolo Strippoli.

L’estranea è un film che non solo dimostra come l’horror sappia e possa essere Cinema d’autore. Ma anche la capacità del genere di racchiudere al suo interno un equilibrio perfetto tra paura e risata, che Strippoli esalta come due facce della stessa medaglia narrativa.

La trama

Nel pieno di una tempesta che porta burrasca sul quartiere romano di San Lorenzo, Anna (Jasmine Trinca) fa una visita a sorpresa alla figlia Alice (Romana Maggiora Vergano).

Da quel momento, la vita della famiglia Colonna subirà una profonda riscrittura. Tutto quello che pensi di sapere sulla nostra famiglia è una bugia che io vi ho raccontato, dice la madre alla figlia, iniziando un racconto che sarà lugubre quanto il buio che circonda l’appartamento in cui si trovano e tetro come il temporale che imperversa sui vetri.

Inizia così una confessione che è anche un processo contro Lei (Valeria Bruni Tedeschi), L’estranea che ha preso le redini del destino di tutti i membri della famiglia sin dall’arrivo in casa del cane Zuppa. Sarà proprio lui, senza apparente motivo, ad aggredire Alice da bambina. In un momento di angoscia per le sorti della figlia e di raccoglimento nella cappella dell’ospedale, Anna incontra Lei, confessandole tutte le sue paure ed angosce.

L’estranea è la storia di una madre che ha bisogno di avere il controllo sul destino dei propri figli e, pur di non arrendersi all’idea che questo sia impossibile, lo affida a una donna di cui non sa nulla, una estranea con i superpoteri, che le offre la sola cosa che Anna chiede: la possibilità di decidere e di sconfiggere l’influenza del caso sulle vite dei suoi cari.

L'estranea Venezia83

La nostra recensione – Mamma, fai qualcosa!

L’estranea è una dramma familiare, che Paolo Strippoli divide in 4 capitoli (uno per ogni membro della famiglia Colonna) e un epilogo, in cui il regista rivela la vera ed inesorabile natura di Lei.

Se il presente è intrappolato tra le mura dell’appartamento in cui madre e figlia si scoprono per la prima volta, con il buio a raccontare le ferite di un rapporto rotto da anni, il passato sembra pieno di luci, spazi ariosi. Un’immagine di gioia che è foriera di oscure presenze e presagi.

Tutto il racconto, l’esistenza stessa dei suoi personaggi, è racchiusa in una spietata geometria: una spirale. Che non è solo espediente stilistico ricorrente (il vortice nelle nuvole che Anna vede dal finestrino dell’aereo che la sta portando dalla figlia; la cupola della cappella in cui si svolge l’incontro con Lei; le immagini dall’alto che sembrano racchiuse in un incessante turbinio). Ma il senso narrativo profondo di esistenze che girano attorno a se stesse pur di non accettare l’inesorabilità del loro destino. La voglia di affidarsi a qualcosa di supremo, alle decisioni di altri. Alle condizioni imposte da L’estranea.

Succede così che, avvolti dalla spirale, il racconto filmico si faccia sempre più ritmato (aumentano i bassi delle musiche della colonna sonora), veloce (ogni capitolo ha una durata via via più frentica e breve), inesorabile.

Se sin dalle prime immagini del suo film Paolo Strippoli dichiara espressamente l’intento di voler dar vita a un tragico dramma familiare, L’estranea si allontana dall’horror puro a cui il regista ci ha negli anni abituato. Ibridandosi con un thriller psicologico in cui il soprannaturale lascia spazio alla crudeltà umana, al desiderio dell’essere umano di voler controllare il proprio destino. E al bisogno di affidare ad altri le responsabilità delle proprie scelte.

Succede così che quella crepa che vediamo apparire sul volto di Anna nella locandina di L’Estranea diventa rappresentazione del suo rinnegare le scelte fatte, lasciando che ha commettere i suoi errori sia un’altra Lei.

Lo fa non (auto)fossilizzandosi sui criteri o gli stigmi di genere. Ma permettendosi anche di deviare verso un pungente sarcasmo (come dimenticare la stridente ironia di Valeria Bruni Tedeschi che, in una scena in cui tutta l’Italia festeggia la vittoria della Nazionale ai mondiali del 2006, dichiara Io tifavo per la Francia?).

L'estranea Venezia83

Non erano questi i patti

Seppur permeato dalle tematiche ricorrenti nella filmografia di Paolo Strippoli (il dramma del giudizio della società, fortemente collegato a quello di apparire; i traumi del passato; i problemi nell’accettazione del proprio corpo; la voglia di libertà nel poter esprimere la propria sessualità; il bullismo e i problemi collegati al sobrapeso), L’estranea rappresenta una ventata di freschezza.

Non solo all’interno di un concorso veneziano che appare permeato di generi strandardizzati, tematiche difficili per narrazioni semplici e autori noti che relegano ai margini quelli giovani. Ma soprattutto per un cinema italiano che trova nel film una nuova via. Narrativa, stilistica, di capacità di attrazione del pubblico. Senza ammiccare ad una fascia di spettatori specifica, ma che ha al suo interno tutti gli strumenti per arrivare a tutte le categorie di pubblico.

E di dare un contenuto nuovo, originale, profondo e sagace ad esercizio cinematografico che mai come quest’anno sta (ri)soprendo i vantaggi del cinema di genere in sala.

Dopo proiezioni veneziane cariche di applausi per questo nuovo lavoro di Strippoli, L’estranea arriverà in sala l’8 ottobre, distribuito da 01Distribution. Sperando che non piova.

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