Venezia79: Living, storia di un gentiluomo

Arriva fuori concorso a Venezia79 Living, con una straordinaria interpretazione di Bill Nighy e una sceneggiatura da Premio Nobel.

Arriva fuori concorso a #Venezia79 – dopo l’anteprima mondiale al Sundance Film Festival – Living di Olivier Hermanus. Una deroga alla regola delle premiere della Mostra dettata dal fatto che la sceneggiatura del film sia ad opera del Premio Nobel  Kazuo Ishiguro, membro della Giuria che sarà chiamata ad assegnare il Leone d’Oro 2022.

Living è il remake di Vivere di Akira Kurosawa che, a sua volta, si era ispirato ad un novella La morte di Ivan Ilyich a di Lev Tolstoj. Nei panni del protagonista, Mr. Williams, troviamo uno straordinario Bill Nighy, che offre al pubblico una interpretazione che conferisce al suo personaggio quell’aplomb british fondamentale per poter permettere allo spettatore non sono di comprendere il percorso che questo funzionario dell’Ufficio Opere Pubbliche di una grigia Londra del 1952 si troverà ad intraprendere, ma anche la sua difficoltà nel dismettere i panni (e cappello) da vero gentiluomo.

La trama. Tra treni, bombette e parchi gioco

Mr. Williams è un serio e impassibile funzionario pubblico. Non dà confidenza ai membri del proprio staff, tanto da quasi nemmeno alzare la testa dalla sua scrivania mentre chiede loro di occuparsi di una pratica piuttosto che raggiungere altri uffici. Sin da piccolo, mentre guardava gli altri bambini giocare nel parco, aveva un unico obiettivo: diventare un gentleman. Vive tutta la sua vita cercando di rispettare questa promessa che aveva fatto con se stesso. Non conta che la monotonia abbia preso il sopravvento. Ogni mattina esce dalla sua casa in un quartiere periferico; appende al braccio l’ombrello ed indossa il suo cappello a bombetta; raggiunge la stazione, viaggia in un vagone diverso da quelli dei colleghi; entra nella sede della contea; siede alla sua scrivania colma di pratiche messe in sospeso; torna a casa, dove trova la cena già pronta. Ogni giorno uguale a quello precedente. Ogni rapporto gestito con la stessa, impostata, apatia che lo lega ai colleghi.

Ma qualcosa sta cambiando. Mr. Williams scopre di essere affetto da una malattia terminale. Gli restano poche settimane, forse mesi. Sarà allora che troverà il coraggio di fare ciò che fino a quel momento non aveva mai osato: vivere.

Venezia79 Living Film Recensione

Nel farlo, si farà coinvolgere dalla genuinità, speranza e gioia di una giovane collega, Margaret (Aimee Lee Wood, che il grande pubblico collega soprattutto alla sua reputazione in Sex Education, ma che qui mostra tutta la sua capacità di reggere un ruolo carico di profondità). Inizierà così tra i due un rapporto totalmente privo di malizia. Con Margaret capace di superare l’imbarazzo di confessare al suo ex capo di averlo soprannominato Mr. Zombie e Mr. Williams che avrà qualcuno a fargli compagnia e permettergli di iniziare per la prima volta a guardare la vita con occhi nuovi, senza restrizioni auto-imposte e dettate dal ruolo che voleva ritagliarsi nella società.

Una pratica per la creazione di un parco giochi per i bambini di un’area periferica – fino a quel momento abbandonata dallo stesso Mr. Williams, sarà il motivo per cercare un suo riscatto personale prima che la fine sopraggiunga.

La nostra recensione

Seppur con un più di una lungaggine (soprattutto sul finale) Living è un film capace di commuovere, divertire e far ragionare il pubblico sull’insensatezza del procrastinare o seguire modelli di comportamento imposti dalla società piuttosto che dalla propria indole personale. Nel suo denunciare le lungaggini burocratiche e l’insensibilità dei funzionari alle esigenze dei cittadini è anche un film politico, in cui si cerca di mostrare come essere gentiluomini non significhi solo indossare un bell’abito o un cappello consono, ma sapersi mettere al servizio di chi nella funzione pubblica vuole e deve poter credere.

Indubbiamente, a spiccare è l’interpretazione di Bill Nighy. Mai esagerata. Capace, grazie alla sua straordinaria mimica gestuale e facciale, di far parlare il proprio personaggio anche durante le scene in cui il silenzio diventa pura narrazione.

L’uscita di Living nelle sale americane è previsto per dicembre 2022. Ci auguriamo che la stessa uscita possa essere prevista anche in Italia. Intanto, proprio oggi regista e cast sono attesi al Lido per poter raccogliere il meritato applauso del pubblico.

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