75° Italia Film Fedic – Ricordando Paolo Micalizzi

Abbiamo intervistato Gianluca Castellini, direttore artistico di Italia Film Fedic. Che ci ha raccontato i tanti modi scelti per ricordare Paolo Micalizzi. Il critico cinematografico, scomparso a ottobre 2024, era stato tra i fautori della rinascita della Mostra del Cinema di Montecatini.

In corso fino a domenica 25 maggio, la 75° Mostra del Cinema di Montecatini – Italia Film Fedic non poteva che svolgersi nel ricordo di Paolo Micalizzi, critico cinematografico, scomparso a ottobre, che da sempre ha legato il suo nome e la sua carriera agli autori di FEDIC – Federazione Italiana dei Cineclub.

Per molti anni, Paolo Micalizzi è stato consulente e direttore artistico di Italia Film Fedic. Lo ha fatto insieme a Gianluca Castellini (anche fondatore e direttore artistico di Sedicicorto Forlì International Film Festival, NdR), che ora ne prende in solitaria il testimone in solitaria, supportando nella realizzazione della manifestazione il Presidente, Lorenzo Caravello.

Mentre i rappresentanti della FEDIC e gli ospiti del festival iniziano a raggiungere Montecatini, abbiamo parlato con Gianluca Castellini di come gli insegnamenti di Paolo si riflettano ancora di questa edizione e delle prossime sfide che la FEDIC è pronta a affrontare.

Quando è iniziato il rapporto tra FEDIC e Paolo Micalizzi? Qual è stato il suo ruolo nel ricostruire l’esperienza che era stata la Mostra del Cinema di Montecatini?

L’idea di condivisione sul festival è partita proprio da lui, dopo una mia esperienza in solitaria a Forlì, nel 2018. All’epoca, non c’era ancora un orizzonte predefinito. Fu un’edizione particolare, voluta dalla Segreteria FEDIC. Da lì nacque una Congresso sugli Stati Generali della FEDIC. Fu lì che Paolo (Micalizzi) chiese di organizzare un Festival per riportare la Mostra ai fasti del passato. Il suo coinvolgimento è stato da subito vulcanico. Paolo negli anni abbiamo tutti imparato a conoscerlo, l’ho sempre definito l’uomo che non si ferma. Iniziando una serie di contatti, poi diventati costanti giornaliere, abbiamo intrapreso insieme questo percorso di rinascita.

Abbiamo fatto 5 edizioni consecutive insieme. Anche se mi piace pensare che siano 6. Perché quest’anno, pur non essendoci più lui, per me resta una presenza costante. Come fonte di ispirazione e come strada che comunque abbiamo disegnato insieme.

Ci sono, in effetti, anche in questa edizione, diversi momenti pensati anche dopo delle suggestioni arrivate da Paolo.

Certamente. Anche la mostra iconografica è nata da Paolo. Era un suo grande desiderio quello di organizzare un’esposizione dedicata a Federico Fellini. Per lui rappresentava una delle massime espressioni del nostro cinema, insieme a Michelangelo Antonioni. Io ho solo cercato di tirare fuori questa grande idea lasciata da lui nel cassetto.

Italia Film Fedic Paolo Micalizzi

Poi, da questa edizione, il Premio FEDIC Club – che premierà un film di uno degli autori della Federazione – sarà dedicato a Paolo Micalizzi. Lo stesso slogan del Festival – una novità, perché prima la Mostra del Cinema di Montecatini non lo aveva mai avuto – è nato da un pensiero collegato a Paolo: Ogni volta che penso a te, che è anche il titolo che abbiamo dato alla mostra dedicata a Fellini.

Abbiamo voluto creare anche un concorso di scrittura. Perché è impossibile dimenticare il collegamento e il ruolo di Paolo nella storia della critica cinematografica italiana. Anche il nome di questo contest richiama a lui: Mica per tutti. Partendo da tre cortometraggi che abbiamo selezionato, abbiamo chiesto di farci avere una recensione. In cui chiunque poteva divertisti e sbizzarrirsi nel presentare il proprio parere.

La FEDIC è una delle più antiche associazioni nazionali di promozione della cultura cinematografica nel panorama italiano. E continua a attrarre nuovi associati, giovani filmmaker che si uniscono alla Federazione. Che percorso di crescita ulteriore immagini nei prossimi anni?

Dopo un periodo di transizione statico, in cui, lo ammetto, forse c’è stata poca capacità di rinnovamento e di coinvolgere nuove realtà, si sono affacciate dal territorio molte associazioni culturali e manifestazioni che si sono dedicate al mondo del cinema. Alcune di queste siamo riusciti poi a coinvolgerle.

Spero che questo processo di contagio e avvicinamento ad altre realtà continui ad essere fortificato. E che ci sia la possibilità di coinvolgere nuove generazioni che sappiano far crescere e arricchire la Federazione. Penso che non si debba rimanere ancorati unicamente ai paradigmi del proprio passato, ma che debba accettare la contaminazione, permettendo alle nuove generazioni di associati di poter dire la loro, unendosi al pensiero filosofico che da sempre ha accompagnato il lavoro della FEDIC.

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